08 ott 2014

Entre Ciel et Terroir

Entre ciel et terroir

Sabato scorso ho avuto il piacere di varcare ancora una volta la porta di ingresso del Casino Venier a Venezia. Un luogo che mi ha intrigato sin dalla mia prima visita.
L’occasione mi è stata offerta dalla mia amica Maggie Siner che proprio qui’ ha organizzato il Vernissage della sua nuova mostra di dipinti.
Nell’invito Maggie aveva inserito, in anteprima, le immagini di alcuni quadri che avrebbe esposto. Osservando le fotografie e vedendo poi le tele dal vivo avevo notato che queste ultime opere erano quasi tutte incentrate sul paesaggio. Mosso da curiosità ho subito chiesto a Maggie perché, in questa occasione, avesse riposto la sua attenzione al paesaggio e questa è stata la sua risposta:
“Questa serie di dipinti è un ritorno al paesaggio del Luberon in Provenza che amo tanto. Li’ ho vissuto per lunghi periodi e quest’anno, complice il tempo molto variabile, il cielo e la terra mi hanno particolarmente colpita. Mentre dipingo all’aria aperta cerco il “sapore” particolare di ogni paesaggio, in qualche modo il suo terroir (nel senso in cui i viticoltori disegnano l’ambiente naturale e la zona di origine di un determinato vino) nonchè i momentanei cambiamenti di luce in base all’ora della giornata, dell’atmosfera, della temperatura e dei rapporti tra i colori. Tutte queste sfumature sono in continua mutazione.
Dipingere significa quindi lottare contro il tempo, rimanendo cosi’ in equilibrio tra cielo e terra. “Entre Ciel et Terroir” è infatti il titolo che Maggie ha dato all’esposizione.
Maggie ha poi aggiunto: “ciò che cerco di fare è fissare, nelle mie tele, una rappresentazione immutabile del fluttuare delle percezioni visive della realtà che mi circonda. Non si tratta di un atto di immaginazione o di un processo fotografico, ma del modo stesso in cui l’occhio coglie la luce del momento. Dipingere è ricreare, “coreografare” entro i confini della cornice del quadro, scegliere e semplificare da un insieme composito di stimoli, fino a che il vissuto non emerga sulla tela”

Allora vi informo che:
fino al 24 ottobre avete la possibilità di ammirare queste opere al Casino Venier - Ponte dei Bareteri - San Marco 4939
Gli orari sono i seguenti: 9.00 - 13.00 e 15.00 - 18.00


Il Casino Venier
L’origine della parola casino (piccola casa), o ridotto (« ridursi », cioè recarsi) dà un’idea di cosa fossero questi locali : luoghi piccoli, accoglienti, intimi, dove incontrare gli amici dopo il teatro.
I casini sono numerosi a Venezia fin dal Cinquecento, ma è nel Settecento che questi ritrovi incontrano un vero successo : nel 1744 se ne contavano ben 118, quasi tutti nelle vicinanze di Piazza San Marco.
Sono luoghi di ritrovo, di divertimento, talvolta di dissolutezza, addirittura veri salotti letterari : si gioca d’azzardo, si balla, si fanno incontri galanti, ma si parla anche di teatro e della nuova filosofia che viene dalla Francia.
Dal punto di vista architettonico e decorativo, il Casino Venier è uno dei più caratteristici. Era un ridotto da gioco e di conversazione di proprietà del procuratore Venier ma usato dalla moglie, Elena Priuli, nobildonna colta e raffinata. Si trova fra Rialto, cuore commerciale della città, e San Marco, centro politico, nel mezzanino di un edificio poco appariscente. Solo all’interno se ne scopre tutta la ricchezza. La disposizione delle stanze ripete in piccolo la tipologia dei palazzi veneziani, con un salone centrale da cui si dipartono simmetricamente le altre stanze. Nella seconda stanza di destra si affaccia il liagò, piccolo poggiolo coperto in ferro battuto con lo stemma Venier, che permette di vedere dall’alto, inosservati. La decorazione interna, degli anni 1750-1760, si è conservata intatta fino ai nostri giorni, con pavimenti originali in marmo connesso. Originali anche gli stucchi e gli affreschi, gli specchi e i camini, le porte in prezioso palissandro e le maniglie e serrature in bronzo.
Nascosto nel pavimento di marmo della sala d’ingresso, uno spioncino permette di sorvegliare chi sta per entrare : ottimo strumento per proteggere l’intimità di questo luogo. Alle spalle della scala d’entrata una stanzetta munita di grate intagliate in legno dorato : si tratta probabilmente della sala dei musici che, nascosti, suonavano per gli ospiti, e la cui musica si diffondeva attraverso le grate. Probabilmente le grate servivano anche a spiare inosservati quanto accadeva nel salone.
L’interno del Casino Venier ha richiesto molte opere di consolidamento e di ripulitura, che sono state possibili grazie all’intervento del Comité français pour la sauvegarde de Venise (http://www.cfsvenise.org/) che, negli anni ottanta, ha finanziato i lavori di restauro, e a quello dell’Unesco, il cui contributo ha permesso di riportare alla luce gli affreschi, nel 1992.
Il Casino Venier è sede dell’Alliance Française dal 1987. (Tratto dal sito afvenezia.it)

3 commenti:

Les Idées Heureuses ha detto...

Merci pour l'info, j'aime beaucoup cette artiste. J'aurai l'occasion d'y aller durant mon prochain séjour!
Belle fin de semaine
M de Sclos

Claudio ha detto...

Oscar: Maggie non la scopriamo certo oggi.
Ricordo un tuo precedente post nel quale ci mostravi alcuni suoi lavori,tra cui degli interni davvero intriganti.
Il dipinto che ci proponi questa volta dimostra,se mai ce ne fosse bisogno,che l'artista va forte anche nel ritrarre gli esterni;con pochi tocchi(di spatola e pennello,credo)la pittrice riesce ad evocare in me momenti già vissuti e che ritenevo essere ormai sopiti,almeno sino a che l'autrice è riuscita a fissare su di un supporto i volumi,i colori e l'atmosfera che me li hanno fatti subitaneamente rivivere.
Brava,davvero brava Maggie.

Oscar ha detto...

Les Idées Heureuses: merci a vous

Claudio: grazie anche a te per il commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...