02 mar 2014

Villa Duodo

Villa Duodo 1
Dopo aver parcheggiato l'auto nei pressi del centro raggiungo Piazza Zanellato. Percorro Via Andrea Palladio e poi prendo per Via Ezzelino. Da qui inizia la salita che mi porterà all'ingresso del CastelloVilla Duodo 2Villa Duodo 3Villa Duodo 4Villa Duodo 5
Il Castello Cini di Monselice è chiuso. L’apertura è fissata a partire dall'ultima Domenica di marzo sino all'ultima Domenica di novembre. Il restante periodo dell'anno è aperto per gruppi su prenotazione. Merita assolutamente una visita che intendo effettuare probabilmente in aprileVilla Duodo 6Villa Duodo 7Villa Duodo 8Villa Duodo 9Villa Duodo 10
Continuo ora la passeggiata su Via del Santuario fino a raggiungere la Chiesa della Pieve di Santa GiustinaVilla Duodo 11Villa Duodo 12Villa Duodo 13
Inizio ora il percorso intitolato delle Sette Chiese. La Via delle Sette Chiesette di Monselice costituisce un particolarissimo e suggestivo percorso votivo. Attraversata la Porta Romana si accede al Santuario Giubilare delle Sette Chiesette: sei cappelline intitolate ad altrettante basiliche romane alle quali il Papa Paolo V, nel 1605, concesse il privilegio dell' "Indulgenza Plenaria", come testimonia l'iscrizione in latino "Romanis Basilicis Pares" sulla Porta Romana. All'interno delle sei cappelle si trovano grandi pale d'altare, dipinte da Jacopo Palma il Giovane, pittore preferito della Repubblica Serenissima Veneta. Il Santuario delle sette chiese è definito anche “Santuario domestico”; in quanto costruito per ospitare le spoglie dei committenti: la potente famiglia dei Duodo, nota soprattutto per la fama di Francesco dovuta in primo luogo alle sue imprese militari: infatti è uno degli artefici della vittoria di Lepanto, avvenuta anche grazie all’efficacia di pezzi d’artiglieria potenziati sotto il suo comando Da: collieuganei.bizVilla Duodo 14Villa Duodo 15Villa Duodo 16Villa Duodo 17Villa Duodo 18Villa Duodo 19
Villa Duodo sorge a metà del colle della Rocca di Monselice, dove si trovava l'antico Castello di San Giorgio, uno dei due baluardi inferiori integrati nel sistema di fortificazione della rocca. 
L'area venne acquistata fra il 1589 e il 1591 da Francesco Duodo, procuratore di San Marco nel 1587 oltre che appassionato collezionista con sentimenti filopontifici, e dal fratello Domenico; la presenza di una prima abitazione sul colle era tuttavia già stata dichiarata dagli stessi Duodo nel 1582. Il sito ospitava anche la vecchia chiesa dedicata a San Giorgio, che papa Clemente VIII consentì di demolire in vista della costruzione di un nuovo edificio di culto. 
Come riportò per primo lo storico veneto Tommaso Temanza, autore del progetto per la dimora dei Duodo a Monselice fu Vincenzo Scamozzi. L'architetto ideò un vero e proprio complesso, articolato in tre parti intimamente legate l'una all'altra: la residenza era affiancata da una piccola chiesa-oratorio con cupola, che costituiva il culmine di un percorso liturgico scandito da sei cappelle addossate alle pendici del colle, in modo da fiancheggiare la principale via di accesso al luogo. Questa parte del complesso era il frutto degli sforzi di Pietro Duodo, figlio di Francesco, che, nel 1605, ottenne dal pontefice Paolo V di poter realizzare un "monte santo" unico nel Veneto, dalla cui visita i pellegrini avrebbero ricevuto gli stessi benefici spirituali accordati ai fedeli che si recavano alle sette basiliche maggiori di Roma. 
Il forte spirito di simpatia papale concretizzato nel disegno della villa e delle sue adiacenze non era l'unico motivo conduttore della sistemazione tardocinquecentesca: Scamozzi interpretò con straordinaria originalità il rapporto tra la nuova fabbrica, costruita a partire dal 1589, e le strutture murarie esistenti in loco. L'ingresso principale conduceva direttamente all'antica rocchetta, integrata e trasformata in una sorta di sala a cielo aperto, le cui pareti erano scandite da una sequenza di paraste poste a inquadrare tre aperture ad arco, a loro volta corrispondenti a tre diverse vedute del paesaggio circostante. 
Nel corso del XVIII sec. Nicolò Duodo affidò all'architetto veneziano Andrea Tirali un intervento di ampliamento, durante il quale un nuovo corpo fu disposto in senso ortogonale all'edificio cinquecentesco: nello spazio antistante la villa si sviluppava ora un giardino con fontana delimitato, verso il declivio, da una scenografica scalinata terminante con un'esedra. 
Il complesso, già restaurato negli anni Sessanta del Novecento, conserva ancora intatto il suo fascino. Da: villevenete.netVilla Duodo 20Villa Duodo 21Villa Duodo 22Villa Duodo 23Villa Duodo 24Villa Duodo 25
Il santuario di San Giorgio, detto dei Santi, è il punto d' arrivo della via sacra. L' interno, affrescato da Tommaso Sandrini, è abbellito anche da un pregevolissimo paliotto d' altare in intarsio marmoreo e pietre dure uscito dalla maestria della bottega dei Corberelli. La parte più spettacolare, per il visitatore, sono sicuramente le tele seicentesche collocate sulle lunette e sulla volta dell'oratorio. Assolutamente da visitare!Villa Duodo 26Villa Duodo 27Villa Duodo 28Villa Duodo 29
Purtroppo la Villa è visitabile solo esternamenteVilla Duodo 30
Per ulteriori informazioni vi consiglio di visitare il sito: castellodimonselice.itCartina 1Cartina 2Cartina 3






5 commenti:

Claudio ha detto...

Oscar: fai proprio bene a proporti di tornare a visitare il complesso di Monselice ed in particolare il castello:consultando il relativo sito si può valutare che contenga davvero molto di interessante; ti auguro di poter godere di una giornata tersa ed assolata come quella che appare da queste tue foto.
Ora due parole circa gli elementi da porta che hai fotografato,sicuramente pensando ad un mio coinvolgimento,del quale ancora una volta ti ringrazio.
Nella porta di accesso al castello (purtroppo serrata),osserviamo un battaglio in ferro battuto conformato a lira ed eseguito secondo canoni cinquecenteschi ma senza alcuna pretesa decorativa; nell'altra anta (quella solitamente mobile) è presente una maniglia fissa appena ingentilita da un ricciolo,anch'essa realizzata alla forgia.
La porta della Chiesa della Pieve di S.Giustina è invece dotata di un (pseudo) battaglio ad anello forgiato a sezione rettangolare che presenta cinque fasce serrate intorno al suo corpo:una di queste,situata nella parte più alta,parrebbe fungere da articolazione,cosa che non è evidentemente possibile osservando con un minimo di attenzione le caratteristiche del particolare.
Questo ci induce a dire che ci troviamo di fronte ad un esemplare che rappresenta unicamente un abbellimento della porta.
Non è da escludere che il manufatto,che presenta i classici decori a scalpello e bulino tipici sel XVI secolo,sia dapprima nato come vero e proprio battaglio e in epoca posteriore sia stato tacitato fissando la fascia superiore ad una peraltro assai rozza ed estranea placca rettangolare.
Risulta sempre difficile,e spesso impossibile,risalire alle vicissitudini che talvolta hanno subito i manufatti antichi nel corso dei secoli.
Ciao a te,Oscar,e a tutti i lettori.

Oscar ha detto...

Claudio: hai fatto bene a dare un'occhiata al sito. Sono d'accordo con te. In aprile vado sicuramente a visitarlo. Ciao

Mercè ha detto...

Bravo bravissimo mi piace tanto conoscere le città e ville Venete. Anche il post d'Este mi é piaciuto moltissimo

Alex ha detto...

uauuuuuuuu che magnifici posti!!! Chi sa se riesco vado visitarlo perchè è interessantissimo!!!! Buona settimana a todos!!!!!!

stephanie dupont ha detto...

bellissimo post....quante belle cose da scoprire ancora....bella settimana gente..

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